Lutto Perinatale: Come Osservare il dolore

Morte Perinatale: Mamma ti sei davvero mai vista allo specchio? Dopo il lutto perinatale spesso perdiamo contatto con la realtà e con noi stesse. Capiamo come riprendere il contatto con te stessa e la tua vera natura.

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  1. Morte Perinatale: Vedersi allo specchio
  2. Cosa significa vedersi
  3. Perché è importante Osservare il dolore del lutto
  4. Come capire se sei pronta a osservare il lutto

Morte Perinatale: Vedersi allo specchio

Ti sei mai vista davvero allo specchio?

Sara Barletta

Ciao mamma in cammino,

dopo che una morte perinatale ci coglie impreparate e ci troviamo a navigare nel mare del dolore, spesso perdiamo l’orientamento.

Perdiamo contatto con la realtà e quindi non riusciamo neanche più a vederci.

Diventiamo un’immagine sfuocata delle persone che eravamo, ci identifichiamo con il nostro dolore e con i sintomi che esso causa.

E quando ci poniamo la domanda: “Chi sono io?”, spesso la risposta è muta.

Ti invito a farlo ora, cara mamma, prova a prenderti un momento; respira, lascia andare le tensioni e prova a chiedere al tuo profondo io: “Chi sono Io?”.

La capacità di osservare è analitica, ha poco a che fare con le emozioni, ma è estremamente utile per dare un occhio alla bussola e capire chi sono, dove sono e cosa sta accadendo.

Vedersi allo specchio significa proprio questo: vederci per come siamo, in modo più autentico possibile.

Cosa significa vedersi

Arrivate a un certo momento del nostro percorso di elaborazione del lutto perinatale siamo chiamate a prendere una posizione.

Decidere per noi stesse o non decidere. Il ché equivale comunque a fare una scelta, la differenza la fa la consapevolezza che noi abbiamo circa noi stesse e la situazione.

Se tu non vedi chiaramente chi sei, e cosa è successo, questo ti impedirà di prendere delle decisioni efficaci su come desideri sia la tua rinascita.

Ecco perché è importante Vedersi e non solo Guardarsi.

Che differenza esiste tra “vedere” e “guardare”?

Lo so, all’apparenza sembrano simili, eppure se esistono due termini diversi significa che possiedono una sfumatura diversa.

Spesso ci guardiamo allo specchio per notarne i difetti, è un guardare frettoloso, volto al giudizio.

Guardo e passo, senza dare importante all’immagine che vedo riflessa, e di conseguenza sono poco utile a me stessa perché in realtà non mi vedo.

Vedere, invece, implica la capacità di osservare e capire.

È un guardare in modo accurato, empatico, accogliente e non giudicante.

“Mi vedo”, vedo la ragione per cui lo specchio rimanda proprio quel riflesso.

Riesco a dare un “perchè” alla mia immagine che può sembrare stanca a sfiorita.

Mi perdono e non mi giudico, mi vedo per come sono e in quella autenticità posso finalmente accogliermi e decidere cosa fare di me e della mia vita.

Perché è importante Osservare il dolore del lutto

Viene da sé che quando io finalmente mi vedo e mi accolgo, posso dirmi: “Ti amo, mi dispiace, ti perdono e grazie”.

Frasi potentissime che smuovono sentimenti reconditi nel nostro animo.

E nel concreto del tuo percorso di elaborazione del lutto, a che cosa ti è utile sviluppare la capacità analitica di vedersi e osservare?

Principalmente saper guardare in faccia la realtà in modo analitico significa:

  • Vedere noi stesse. Accoglierci per madri quali siamo, accogliere la nostra fragilità e notare la nostra immensa forza. È utile per vedere il cammino fatto fino a quel momento e rendersi conto delle risorse che possediamo.
  • Osservare gli eventi del lutto con una nuova consapevolezza. Se usciamo dal turbinio emozionale, l’osservazione analitica e distaccata ci offre la lucidità necessaria per scegliere come proseguire il cammino. Se indugiare ancora nella sofferenza, oppure scegliere il perdono e il benessere.

Come capire se sei pronta a osservare il lutto

Leggi anche: “Lutto Perinatale: Come attraversare il dolore

Ti è mai capitato ad un certo punto del tuo cammino nel lutto perinatale di pensare che esistano due te stesse? Una del passato e una del presente?

Bene, in quel momento la tua mente ti sta suggerendo che è arrivato il momento di vederti realmente e osservare ciò che ti è capitato con un occhio più distaccato.

È il bisogno intrinseco di tornare ad essere un tutt’uno con noi stesse, e smettere di essere divise tra la percezione che esista una te del passato e una del presente.

La richiesta d’aiuto è: Vedimi per come sono.

Se sei arrivata a questo punto, e pian piano ti stai rendendo conto che esiste una nuova te, con una diversa sensibilità, una nuova capacità di percepire la realtà intorno a te, allora è arrivato il momento.

Sei pronta per fare un passo avanti e osservare il tuo dolore, il tuo lutto e scegliere come proseguire il cammino.

Dopo la fase di struggimento e dolore acuto per la morte del nostro bambino, possiamo alternare giornate tranquille ad altre più agitate.

Fino a che approdiamo a una nuova consapevolezza che ci richiede di uscire dalle emozioni, fermarci per prendere fiato e vedere il film della nostra vita da spettatore e non da protagonista.

Questa capacità è chiamata dissociazione e se utilizzata in modo consapevole è molto utile.

Ci permette di osservare e vedere analiticamente, senza esserne del tutto coinvolte, e questo è utile per poi prendere decisioni sul da farsi.

Per coltivare questa capacità dissociativa sono richieste 3 abilità:

  1. Sapersi distaccare emotivamente dall’evento.
  2. Fare fisicamente un passo indietro e osservare come un film la storia del tuo lutto.
  3. Avere una visione d’insieme: immagina di prendere un elicottero e volare alto in modo da poter vedere la situazione nella sua interezza. Vedi te stessa, i tuoi parenti, amici, l’ospedale, il tuo bambino, e così via ripercorri dall’alto tutte le tappe. Che cosa noti che prima, immersa com’eri nel dolore, non hai notato? Forse ti sei accorta di qualche abilità che hai messo in campo, o forse della vicinanza di qualcuno a cui non avevi fatto caso prima?

Lo so, è un’abilità da coltivare e spesso può essere ancora doloroso ripercorrere alcuni momenti.

Questo significa che hai necessità di una guida per allenare la tua capacità di osservazione.

Ora, chiudi gli occhi, fai un respiro profondo e chiediti: “Nonostante il dolore ineguagliabile del mio lutto, io sono ancora qui. Ora da dove scelgo di riprendere il cammino?”

Se la risposta è titubante e un po’ paurosa è normale, nessuno ci ha insegnato a sopravvivere a una morte perinatale.

Renditi consapevole che sei una mamma in cammino e va bene avere ansie e paure.

Riconosci altresì la tua volontà di superare queste ansie e paure, iniziando a piccoli passi, osservando ciò che è accaduto e accade intorno a te.

E vedi te stessa per quella che sei oggi, la splendida donna e mamma che sei diventata.

Scrivimi a [email protected] per incontrarci (anche virtualmente) in un colloquio di accoglienza, in cui comprenderai le tecniche per imparare a osservarti e scoprire le tue risorse personali.

Un abbraccio accogliente di luce

Sara

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sara barletta perinatal coach
Sara Barletta – Perinatal Grief Coach
La 1° Coach in Italia sul lutto perinatale

🌟Supporto le mamme dopo un lutto perinatale a ritrovare il benessere.
Perinatal Grief Coach

Mamma tra cielo e terra.
Educatrice del Femminile in formazione.
👁 Risvegliatrice d’intuito.


Per un primo colloquio di accoglienza contattami [email protected].
Camminiamo insieme oltre il lutto.

Leggi anche “Risorse utili sul Lutto Perinatale

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