La coppia e il lutto perinatale #ep. 1

#DiffondiAmo è la rubrica dedicata a diffondere consapevolezza sui temi come lutto, gravidanza e maternità in collaborazione con altri professionisti. In questo episodio parliamo di coppia e lutto perinatale, partendo dalle origini della coppia.

Che cosa è una coppia?

Ciao mums, 

inauguriamo una serie di articoli su un tema molto richiesto: la coppia e il lutto.

Quando subiamo un lutto prenatale/perinatale il pensiero primario va a come elaborare questo lutto in modo solitario: la madre da un lato e il padre dall’altro, dimenticandoci invece che prima dell’esistenza del bambino esisteva la coppia.

Avete mai pensato a cosa significhi per voi essere coppia? 

Prima del lutto che tipo di coppia avete creato?

Riuscite ad immaginare il risultato di un’equazione senza tutta la parte che precede il segno uguale? Impossibile!

La coppia è infatti il nucleo dove si è sviluppata l’idea stessa del bambino e dove questo progetto si è interrotto bruscamente a causa di eventi nefasti.

Prendersi cura della coppia significa prendersi cura del lutto, curare e curarsi insieme per guardare a nuova vita.

Il percorso: coppia e lutto perinatale

In questo percorso molto intimo e delicato avrò accanto una compagna, la dott.ssa Laura Corpaccini, psicologa specializzata nell’accompagnare le coppie durante le loro diverse fasi di vita.

Laura Corpaccini aiuta le persone nella gestione delle relazioni di coppia, nella gestione del periodo perinatale, offre supporto a realtà familiari allargate e alle famiglie con all’interno patologie infantili/adolescenziali.

In questo viaggio insieme siamo del parere che tutto ciò che ha a che fare con la sfera emotiva sia molto privato e personale, ecco perché non esiste un vademecum unico.

Il nostro intento è quello di delineare i caratteri generali di ciò che si definisce coppia e i possibili percorsi che ciascuno di noi può seguire per ritrovare il benessere con il proprio partner dopo un lutto.

I presupposti della coppia: quando esiste una coppia?

Questo primo articolo nasce da una curiosità di fondo: “Che cosa è una coppia?”. 

È una domanda che mi sono posta io per prima dovendo affrontare il lutto insieme al mio compagno. 

Penso quindi che prima di capire come la coppia possa uscire da un lutto, sia doveroso essere consapevoli di come questa coppia si sia formata.

Cerchiamo quindi di comprendere se sia possibile darne una definizione insieme a Laura.

È una domanda che, prima di continuare, vorrei rivolgere a voi.

Pensateci: “Quali sono i criteri imprescindibili, i segnali o gli indizi che vi fanno capire che siete davanti ad una coppia o no? Ce li avete in mente?” Bene. 

Ecco, se ora vi chiedessi di dirmi le vostre risposte, sono certa che non ne otterrei due uguali! 

“Ma come è possibile?”, vi chiederete. “Sta esagerando” penserete. E invece vi assicuro che andrebbe proprio così!

Un po’ come i fiocchi di neve, non ci saranno due persone che daranno due risposte uguali, proprio perché sono le coppie stesse ad essere uniche e ineguagliabili, essendo formate da due persone che, ovviamente anch’esse, uniche ed ineguagliabili. 

Insomma, due fiocchi di neve non possono che formare un altro fiocco di neve, ancora più complesso e unico.

Siete un po’ scettici, vero? Ok, allora pensiamoci ancora un po’. Una coppia si definisce tale se…:

  • potremmo usare vincoli legali (il matrimonio o un contratto legale);
  • vincoli religiosi (dopo un sacramento);
  • vincoli emotivi (stare bene insieme, voler fare una famiglia, avere un progetto comune, sentire le farfalle nello stomaco etc.);
  • vincoli temporali (dal primo appuntamento, dopo due anni che si frequentano regolarmente, dopo l’inizio della convivenza);
  • vincoli sentimentali (provare amore, sentire la mancanza dell’altro, provare gelosia per l’altro). 

Vedete quante possibilità? E potremmo usare molti altri parametri, ma non sentite a pelle che già questi sono troppo riduttivi e che non riescono a racchiudere in modo adeguato l’essenza e la complessità dell’essere coppia? 

Ecco, il punto è proprio questo: noi non abbiamo nessuna possibilità di poter definire se due persone sono una coppia o meno, proprio perché solo loro possono farlo. 

Una coppia può essere definita solo da se stessa!

Solo nel momento in cui quelle due persone, quei due estranei, si definiscono coppia, o anche solo, si pensano come tale, quando pensano a un “noi” e formano qualche cosa di più della somma di due individui, allora la coppia esiste. 

Non importa cosa noi ne pensiamo, finché loro si definiscono in questo modo (ovviamente lo devono pensare entrambi!), noi non possiamo giudicare, perché non ne abbiamo gli strumenti, né le ragioni né, tantomeno, il diritto.

Ma allora cosa possiamo fare noi?

Possiamo delineare, almeno, dei criteri per poter identificare una coppia “forte”? Beh, sì, più o meno. 

Quello che si può fare, dall’esterno, è provare ad elencare delle risorse che possono aiutare le coppie ad affrontare i momenti di crisi. 

Ma attenzione, ho detto affrontare, non evitare! Anche qualora queste coppie fossero in possesso di tutte le risorse che tra poco elencherò, non vuol dire che non litigheranno o che non ci saranno momenti conflittuali. 

Una crisi, se deve arrivare, arriva, e quella che noi definiamo come coppia “forte” è tale perché è in grado di affrontarla in un modo più efficace, ovvero, con più resilienza.

Allora scopriamole queste caratteristiche così importanti, questi fattori che ci permetteranno di affrontare ogni avversità nel migliore dei modi.

I principi di una coppia: Caratteristiche A e A+

Facciamo una prima distinzione: esistono due caratteristiche principali delle coppie:

  1. “Caratteristiche A”: che permettono ad una coppia di affrontare i momenti difficili;
  2. “Caratteristiche A+”: che costituiranno quel plus, quel quid in più che permette di avere a disposizione degli assi nella manica nella propria relazione.

Le Caratteristiche A:

  1. RISPETTO: imprescindibile in una coppia e non solo. Non ci sono offese o insulti, non c’è distinzione tra superiore e inferiore, non c’è uno più importante dell’altro. Si rispetta l’altro come persona, come individuo, con i propri sentimenti e bisogni. Altro da aggiungere? Forse, ma la base del rispetto è questa.
  2. COMPRENDERE CHE L’ALTRO È DIVERSO DA ME: fondamentale anche questo aspetto e, anche se sembra scontato vi assicuro che non lo è. Quante volte pretendiamo che l’altro pensi come faremmo noi? Quante volte siamo stati o abbiamo criticato l’altro perché agisce in un modo a noi incomprensibile o diverso? È fondamentale dare la possibilità alla persona che ci è accanto di essere liberamente se stessa, perché l’abbiamo accettata, con i suoi pregi e difetti, con le sue modalità, così come siamo stati accettati anche noi. Questo vuol dire comprendere che l’altro è diverso da me.
  3. COMUNICARE: non per forza verbalmente (anche se è preferibile), ma basta una qualsiasi forma di comunicazione: attraverso le azioni, attraverso gli sguardi, attraverso piccoli giochi complici che solo la coppia riconosce o che ha stabilito nel tempo, oppure attraverso un mix di tutte queste possibili forme di comunicazione. L’importante è comunicare, anche con il silenzio, basta che abbia una intenzionalità, basta che non sia chiusura. 

Le caratteristiche A+

Ed ora scopriamo quali sono le Caratteristiche A+, quelle che permettono di avere la massima efficacia in una relazione di coppia.

Sono solo due e potranno stupire per la loro semplicità:

  1. CONOSCERE SE STESSI: quanto ci conosciamo? Facciamoci qualche domanda:
    -Sappiamo come reagiamo alle difficoltà?
    -Qual è il nostro modo di comunicare?
    -Qual è il nostro modo di amare e sentirsi amati?
    -Come dimostriamo affetto?
    -Come ci sentiamo quando ci relazioniamo con gli altri?
    -Come reagiamo alle difficoltà?
    -E se abbiamo bisogno di aiuto, come ci comportiamo?
    -Quali sono i nostri obiettivi?
    È fondamentale saper rispondere a queste domande per non rischiare di agire in modo inconsapevole, per poter capire quale sia il nostro 50% all’interno della coppia (le mie risorse, le mie responsabilità etc.).
    Solo conoscendo se stessi possiamo far comprendere anche all’altro le nostre esigenze.
  2. CONOSCERE L’ALTRO: Quanto conosciamo la persona che amiamo? Quanto la conosciamo veramente? Anche in questo caso è opportuno farsi delle domande:
    -Sappiamo cosa le fa piacere e cosa no?
    -Cosa la fa sentire a casa e cosa la imbarazza?
    -Sappiamo come reagisce alle difficoltà e cosa la aiuta nelle crisi?
    -Come dimostra il suo affetto e di cosa ha bisogno per sentirsi amata?
    -Qual è il suo modo di comunicare?
    -In cosa aiuta o ostacola la coppia, con il suo 50%?
    Sapere questo permette di comprendere l’altro, fare ciò che davvero fa bene e aiuta.
    Vuol dire avere la possibilità di scegliere la nostra metà per quella che è, e non per quello che vorremmo che fosse (per poi sentirci deluse e tradite quando scopriamo la sua “vera natura”).
    Significa comprendere il suo mondo interiore, che è diverso dal nostro, e capire il perché del suo comportamento.
    Capire e conoscere l’altro vuol dire sentirsi responsabili o sbagliati o colpevoli o feriti se si dimostra essere diverso dal nostro o da quello che vorremmo.

Affrontare le difficoltà

Ecco, queste caratteristiche, se coltivate con tanta pazienza e dedizione, sono quelle che aiutano le coppie a superare le difficoltà in modo efficace. 

Questo significa che non si lasceranno mai? No! Ma hanno molte più probabilità di continuare a vivere una vita assieme più soddisfacente, anche con conflitti e momenti difficili da superare.

Abbiamo conosciuto questi principi, grazie a Laura, e invito tutti a fare tesoro di queste coordinate.

Personalmente mi ha permesso di essere introspettiva verso la mia definizione di coppia e cioè di fare un check per capire se, questi presupposti erano presenti all’interno della mia relazione.

Ci sono eventi che non possiamo controllare, uno di questi è la perdita e il conseguente lutto, non possiamo sapere come reagiremo fino a che ci ritroviamo a navigare nella tempesta.

Sapere, però, che esiste un punto d’appoggio impersonato dal nostro partner può essere di conforto, non è una certezza, perché si sta navigando nell’ignoto, ma è sicuramente un motivo per tenere duro e andare fino in fondo all’elaborazione del lutto.

Abbiamo quindi gettato le basi per parlare di coppia. 

Ma come reagisce la coppia quando si vede ad affrontare una grande gioia, la gravidanza, seguita da un immane dolore, il lutto?

Ne parliamo la settimana prossima nel nuovo articolo sul tema… continuate a seguirci! 🙂

Un abbraccio

Sara e Laura

Leggi anche “Quando al coppia è colpita da lutto perinatale #ep. 2”.

dott.ssa Laura Corpaccini
Psicologa e consulente di coppia

Psicologa per passione, mi occupo di sostenere persone, coppie e genitori in momenti difficili, accompagnandole nel loro percorso di crescita e riscoperta delle loro risorse. 

Se vuoi saperne di più, seguimi su Instagram e su Facebook @lauracorpaccinipsicologa e sul sito www.lauracopraccini.it

Leggi anche altre risorse sul Lutto perinatale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *