Un diario per Bimbastella – Recensito per te

Una fiaba che racconta il primo anno di vita di Caterina, la bambina che ha lasciato il suo nome alla stellina che l’ha cresciuta in cielo, prima di raggiungere le braccia di mamma e papà. Un anno pieno di scoperte e sagge verità.

un diario per il primo anno di vita di Bimbastella Caterina

Titolo: Un diario per Bimbastella

Autore: Marianna Montelucci

Tema: Fiaba

Destinatari: bambini 3+, adulti

Editore: Ipertesto edizioni

Perché leggere “Un diario per Bimbastella”

Marianna Montelucci, l’educatrice e scrittrice che supporta bambini e genitori divisi tra cielo e terra, torna con il proseguo del libro “Ninnananna, Caterina!”.

Leggi l’intervista all’autrice Marianna Montelucci

Leggi la recensione di “Ninnananna, Caterina!”

Se nel primo libro vediamo Marianna intenta a raccontare la vita di lassù, che i nostri bimbi di cielo o di terra svolgono prima di arrivare dai loro genitori, in questa fiaba Marianna ci racconta la vita di quaggiù.

“Un diario per Bimbastella” nasce dalla volontà dell’autrice di scrivere a Caterina, la bambina nata nell’agosto del 2009, 31 lettere, durante tutto il suo primo anno di vita.

Lettere dove la bellezza del mondo viene presentata a Caterina come una scoperta.

Un libro dedicato quindi a tutti i bambini per raccontare loro la semplicità del mondo e il piacere della scoperta, proprio in un’età dove tutto è nuovo e le domande iniziano ad affollare la loro piccola mente.

Con estrema delicatezza e sensibilità, tratti inconfondibili dell’autrice, anche in questo libro, del tutto slegato dal lutto perinatale, ritroviamo comunque richiami alla vita e alla morte.
Oltre che all’alternanza delle stagioni e al cambiamento.

Nessun tabù quindi nel parlare anche di chi ci ha lasciato, di chi soffre per una malattia, di chi gioisce per il primo dentino spuntato o per il sapore dolce del primo uovo di Pasqua.

È la vita, quella vera e semplice che viene raccontata ai più piccoli.
E che permette ai bambini che leggeranno questo libro di lavorare con il proprio emisfero destro: la fantasia.

Un libro dalla lettura scorrevole e semplice, dettata da un ritmo “a puntate” perché il tempo è scandito dalle varie lettere, che possono fare da accompagnamento come lettura della buona notte.

Inoltre è un ottimo spunto di riflessione anche per gli adulti, che spesso dimenticano, presi dalla frenesia quotidiana, di fermarsi ad ammirare un fiocco di neve o una rosa bianca che sboccia.

La trama di “Un diario per Bimbastella”

Caterina, soprannominata Bimbastella in quanto, come tutti i bambini, proviene da una stella che si è presa cura di lei nel periodo prenatale, si accinge a vivere il suo primo anno di vita.

Quante prime volte dovrà affrontare Caterina: le prime stagioni, i primi dentini, il primo freddo, il primo caldo torrido, il mare, la sabbia tra i piedini e tante altre avventure.

E in che modo ricordare e celebrare tutte queste novità se non con un diario che Marianna, l’autrice, decide di scrivere sotto forma di epistolario alla bella Caterina?

Augurandosi che quando sarà più grande, Caterina potrà sorridere nel rileggere questo scritto.

31 lettere (ipoteticamente trentuno sono infatti i giorni che compongono un mese) per raccontare a Bimbastella che cosa si dovrà aspettare da ciascun periodo dell’anno.

È anche però un’occasione per l’autrice di raccontarsi, di rivivere un po’ la sua infanzia e i suoi ricordi.

È un viaggio nel presente e nel passato, un viaggio sensoriale che al lettore permette di accedere subito ai cinque sensi: il profumo del mondo, i suoi colori, la sua musica, le carezze calde della sera e i gusti delle feste.

Caterina è nata il 3 agosto del 2009, quindi il diario non può che cominciare da lì!

Con la stagione calda che volge al termine e lascia spazio all’autunno con il profumo di caldarroste.
L’autrice, una vera esperta, fornisce consigli alla piccola su dove trovarle e come prepararle con cura.

Arriva poi il gelo, il Natale, le sue luci e colori, i primi regali per Bimbastella, insieme a tante parole di speranza che Marianna rivolge a Caterina.

Quelle più significative gliele riserva per il 31 dicembre.

“Spero che tu continuerai anche da grande a guardare il mondo con gli occhi di una bambina. I bambini sanno trovare il bello, il buono, il sorprendente e la meraviglia in tutto quello che li circonda”.

E ancora arriva il Carnevale, dove si rimembrano i costumi più buffi indossati, e finalmente arriva la primavera.

La prima Pasqua per Bimbastella, che scarterà il suo primo uovo di cioccolata, ma che forse sarà troppo presto per addentarne un pezzetto.

Ancora un ultimo passo e tra storie di vita dell’autrice e di altri bimbi che le sono rimasti nel cuore, Marianna racconta il mondo speciale del primo anno di vita di Caterina, fino ad arrivare all’estate.

Una stagione che non piace particolarmente all’autrice, perché tutto sembra così smorto, lento e triste.

Ma anche laddove si trova un “contro” esiste sempre un “pro”.
Arriva infatti il primo compleanno di Caterina.

I suoi piedini potranno svolazzare nudi sotto il sole, tra la sabbia, l’acqua del mare o il verde della montagna. Che gioia!

Il libro termina con un augurio speciale: buon compleanno Bimbastella.

Il mio pensiero su “Un diario per Bimbastella”

Trovo “Un diario per Bimbastella” una lettura affascinante, coinvolgente e semplice da fare con i propri bambini, proprio per raccontare la naturalezza della vita.

La più grande lezione che Caterina, così come tutti i bambini che leggeranno il libro, impareranno dall’amica di penna Marianna è il senso della vita.
Il perché valga la pena viverla, sempre!

Una fiaba coinvolgente e appassionante, mi ha riportato anche a me indietro negli anni; tra affetti familiari, feste e prime volte.

Due aspetti mi hanno colpito particolarmente.

Il primo è riferimento chiaro, limpido e scevro da ogni tabù alla morte e alla malattia.
Anche esse fanno parte della vita, quindi perché eliminare questo dai racconti per bambini, e indorarli con la pillola di un mondo falso?

I bambini che crescono consapevolmente e conoscono cosa c’è nel mondo saranno adulti in grado di ascoltare le proprie emozioni senza reprimerle.

Nello specifico mi ha colpito la storia che racconta la malattia di un bambino, forse perché anche io ho vissuto un’esperienza molto simile all’autrice, senza però un happy ending per la bimba in questione.

La storia di Julian Lorenzo, che l’autrice racconta così: “Pelle d’ambra è la spia del male di Julian […] in questi 5 mesi i medici hanno detto di tutto, che morirà, che vivrà”.

“Avevo paura di vederlo e volergli ancora più bene […] nel momento stesso in cui ci siamo conosciuti, la vita e la morte si sono annullate”.

Spesso la paura della malattia e del diverso ci attanagliano tanto da prendere le distanze da quel dolore, ed evitare di capire!

Si crea quindi un tabù, proprio come per il lutto, e la società anziché supportare quel genitore o quel bambino lo etichetta come diverso.

Diverso rispetto a cosa? Rispetto a chi?

Allora siamo tutti diversi rispetto a un dato punto di vista.

Questa storia all’interno di un libro per bambini ci aiuta a riflettere e ad accogliere, accogliere sia le nostre paure che quelle esterne.

Siamo tutti uguali, fragili, impauriti ma anche pieni d’amore.

E quando due occhi come quelli di Marianna e Julian si incontrano è possibile annullare, anche per un istante, la morte.

Il secondo aspetto che mi ha colpito del libro è stato il racconto dedicato a un bimbo che è tornato a vivere tra le stelle.

Ancora una volta si accarezza il tema del lutto perinatale, dell’assenza terrena e della morte in modo delicato.

Non c’è malinconia nelle parole dell’autrice quando parla di Angelino.
Il bambino che avrebbe compiuto 6 anni proprio il giorno in cui scrive la sua lettera a Caterina.

E come lo descrive questo bambino?

Come un angelo? Come un’entità intoccabile? No, proprio come un bambino.

Mi sono rispecchiata molto nella versione che dà Marianna di Angelino.
Ho rivisto la mia Gingy.

Prepotente, anche se non lo vedi ad occhio nudo, lui si infiltra in ogni discorso, in ogni situazione, in ogni pensiero.

E va bene così, anche se è un po’ invadente il suo pensiero è presente.

Anche se fa male non poterlo toccare, guardare e sentire, quel pensiero svanisce perché la sua presenza è ovunque, in ogni piccola cosa.

Lui può addirittura “sedere su una piccola foglia”

Spesso mi manca la mia bambina, mi manca immaginare come sarebbe stato averla tra le braccia, mi manca punto e basta.

Chi ha provato un lutto prenatale/perinatale sa di cosa parlo.

Leggere le parole di Marianna mi ha donato conforto e forza.
Sì, anche io a volte ho bisogno di “ricaricare le pile”.

Nonostante tutta questa assenza, che fa male come un silenzio assordante, mi ha ricordato che anche se non la vedo, lei c’è.

Come recita il libro: “Anche le cose piccolissime, per questione di esplosione o implosione possono diventare delle Stelle […] e se lui fosse il frutto di tutte queste auto-implosioni? Mi piacerebbe tantissimo saperlo essere una Stella… forse lo è. Sì, bello così non può che essere una Stella”.

E allora dico a tutte le mamme di cielo, facciamo sì che i nostri bimbi splendano sempre vivi come le stelle nei nostri ricordi, nel nostro cuore e nella nostra quotidianità. 

Leggi anche: Risorse utili per affrontare il lutto perinatale

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Fattore X: Stupore e Meraviglia

Trama  ⭐⭐⭐⭐☆

Stile narrativo  ⭐⭐⭐⭐ ☆

Lessico   ⭐⭐⭐⭐⭐

Coinvolgimento  ⭐⭐⭐⭐☆

Quanto lo consiglio ⭐⭐⭐⭐⭐

Un abbraccio

Sara

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