Parto cesareo: come prepararsi

Alzi la mano chi non ha paura del parto? E del parto cesareo? In questo articolo ti racconto del mio parto cesareo e di come mi sono preparata per affrontarlo al meglio.

Il parto e il rapporto con la paura

Il cesareo NON è un parto!

Magari potessi fare il cesareo

Sarà una passeggiata

Oddio è una cosa orribile, avrai un cicatrice grande quanto una casa

Se farai il cesareo non potrai allattare

Cara mamma,

quante ne hai dovuto sentire durante la gravidanza?

In questo articolo sono qui per parlarti del mio parto cesareo, ma non tanto del parto in sé, quanto della preparazione mentale al parto al cesareo.

Alzi la mano chi NON ha paura del parto? e del parto cesareo?

Oggi ti parlo del mio parto cesareo e della preparazione, cioè di cosa ho fatto per prepararmi mentalmente a qualcosa di cui avevo paura!

Io ero piena di paure. Paura di stare troppo male per accudire la mia bambina, paura di stare ferma per 50 minuti durante l’intervento, paure, paure e paure.

La paura è una delle emozioni più forti che ci travolgono, è la più innata.

Eh sai cosa? Spesso la paura nasce da qualcosa che non conosciamo.

Quando nasciamo abbiamo già delle paure insite in noi, alcune le apprendiamo nella nostra cultura, altre sorgono perché immaginiamo come sarà una certa esperienza.

Bene, se sei al tuo primo parto, probabilmente la tua paura deriva non da un’esperienza diretta, ma da esperienze altrui o dalla tua immaginazione.

Certo, se farai un parto vaginale è possibile che non ti interessi andare avanti a leggere… Ma sappi che non è possibile controllare ciò che avverrà in sala parto.

Durante quel momento magico tutto può succedere, ma l’importante è saper governare te stessa e la tua paura.

Come puoi superare la paura?

Informati, segui i corsi preparto o chiedi alla tua ginecologa.

Informarsi, vedere il luogo in cui si partorirà, parlare con esperti è un modo che aiuta a conoscere cosa accadrà realmente, senza lasciarti traumatizzare dalla tua fantasia, da racconti shock di amici e parenti!

Prima di parlarti di come preparare il tuo mindset al parto cesareo, permettimi di sfatare alcuni miti, che forse creano nella tua mente delle convinzioni limitanti.

Il parto cesareo è un vero e proprio parto

Il mio è stato un vero e proprio parto, con annesso post-parto.

È solo un modo diverso per venire alla luce

Come ti racconto nell’articolo “La magia del parto“, dove parlo del mio primo parto vaginale, entrambi sono NATURALI.

È un vero e proprio parto perché fisiologicamente ciò che avviene è dare alla luce un essere umano.

Spesso un cesareo è programmato, alcune volte è d’urgenza o d’emergenza per svariati motivi che vedono protagonisti la salute della madre o del bambino.

Ma a volte si fa fatica a digerire il fatto di dover partorire in modo “diverso”.

Se anche tu ti sei sentita diversa, anche solo per un secondo, quando hai saputo di dover fare un cesareo, benvenuta nel club.

Ma voglio che tu sappia che quando sarai lì, quel giorno, l’unica cosa che ti importerà sarà la salute del tuo bambino.

Io devo ricredermi, nonostante abbia avuto una complicazione durante l’intervento, è stato molto meno traumatico di come me lo aspettavo!

Il parto cesareo è INNATURALE

Falso! Ripeto è un modo per venire alla luce!

Lo so che il nostro linguaggio influenza il modo di pensare.

E se tutti, nella società in cui vivi, dicono il parto cesareo è innaturale, molto probabilmente puoi pensarlo anche tu.

La buona notizia è che puoi sempre cambiare opinione. Come? Ponendoti le giuste domande per cambiare prospettiva.

Nel parto il fine giustifica i mezzi.

Non importa il come, ma il fatto che avvenga, cioè che il bambino nasca.

Guarda dentro te stessa e capisci davvero qual è per te il significato di dare alla luce. Se ti poni delle giuste domande ti aiuti a capire che cosa c’è dentro te stessa. 

Come ti ho detto avevo molta paura e a volte mi sono arrabbiata con me stessa per non poter fare di nuovo un parto vaginale.

E poi mi sono fermata a chiedermi: “Che cosa significa per te dare alla luce?”

Nel mio caso, come penso tante altre mamme, dare alla luce è un ruolo così grande e importante da fornirti un empowerment, un potere molto grande.

Io avevo paura di non sentire di nuovo questo empowerment, di non meritare questa grande vittoria senza la fatica di un parto naturale.

Ebbene, oggi ti posso dire che mi sono guadagnata tutto di questo parto.

Mi sono sentita esattamente come qualsiasi altra donna!

Il passo successivo è perdonarsi e accettare. 

Un sogno infranto spesso può diventare l’occasione per accettare ciò che non possiamo cambiare e trovare dei motivi per esserne grata, comunque.

Come prepararsi al parto cesareo

La paura spesso ci sta dicendo: “Preparati!”.

Ecco perché ho sentito la necessità di prepararmi al parto cesareo.

Nessuno aiuta a prepararsi al parto cesareo, perché si pensa che la donna sia passiva e quindi non debba rilassarsi ed essere pronta allo sforzo fisico come invece avviene in un parto vaginale.

Beh, io penso che questa sia una grande bugia! Che ne pensi?

Il cesareo per me ha bisogno di una preparazione per 2 motivi:

  1. avere un mindset capace di sopportare il dolore fisico;
  2. prepararsi al distacco immediato con il bambino (senza i tempi fisiologici del travaglio).

Ti racconto quindi i miei 3 step che ho messo in atto da circa 2 mesi prima dell’evento, per prepararmi al parto cesareo.

  1. Lavorare sullo stato emotivo. Ho iniziato a comprendere da dove nascevano le mie paure e accettarle. Ho messo in atto poi delle tecniche di rilassamento profondo, simili a quelle che si utilizzano in travaglio.
  2. Influenzare lo stato ormonale. Potrei dire influenzare l’umore, attraverso la stimolazione degli stessi ormoni del parto. Ho modificato la mia routine con movimento fisico (yoga) e alimentazione (mangiando cibi che stimolano la secrezione di ormoni come endorfine etc.);
  3. Creare una routine. Ho stilato un calendario di tutte queste attività, giorno per giorno, prevedendo anche dei momenti di coppia e a 3, dove abbiamo dedicato dei pensieri positivi alla nostra piccola.

Il risultato

Il risultato? Il giorno del parto ero così entrata in quella routine, che mi sentivo quasi in uno stato di trance.

Sono entrata in sala operatoria consapevole del mio potenziale e con l’unico focus era abbracciare la mia bambina.

Il resto è storia! Quello che accade dentro la sala operatoria non puoi prevederlo, sono sensazioni uniche.

Sentire il pianto del bambino, vederlo, toccarlo, sapere che una volta uscita dalla sala è lì che ti aspetta non ha prezzo!

Se hai piacere lasciami un tuo commento su come è stato il tuo parto cesareo e non…

A presto

un abbraccio

Sara

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Sara Barletta – Perinatal Grief Coach
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Questo articolo è a scopo puramente divulgativo, pertanto non può sostituire in alcun caso il parere di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, ecc.).

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